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La Polizia di Stato nell’ambito dell’indagine denominata Icaro, nei decorsi giorni, ha sottoposto nuovamente alla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza, con il divieto di allontanarsi senza l’autorizzazione del Giudice competente. BRUNO Carmelo, di Motta Sant’Anastasia. Il BRUNO, in forza dell’indagine condotta dalla Squadra Mobile di Agrigento, diretta da Giovanni Minardi e dalla Squadra Mobile di Palermo, diretta da Rodolfo Ruperti,  è ritenuto responsabile, in correità con altri soggetti, del reato di furto aggravato di un bob-cat, delitto ulteriormente inasprito dall’averlo commesso avvalendosi delle condizioni previste dall’art. 416bis c.p. ed al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa denominata “Cosa Nostra”. La Procura Distrettuale Antimafia di Palermo, coordinata dal Procuratore Aggiunto Maurizio Scalia, per BRUNO Carmelo, aveva richiesto l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere; il G.I.P. di quel Tribunale, Giangaspare Camerini, rigettava la richiesta dell’arresto poichè non ravvisava le esigenze cautelari, nonostante condividesse i gravi indizi di colpevolezza a carico di BRUNO Carmelo. La Procura ricorreva al Tribunale del Riesame di Palermo, ribadendo la richiesta di emissione di un provvedimento custodiale; quel Giudice accoglieva in parte le motivazioni del P.M., disponendo per BRUNO Carmelo la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza. Avverso a tale misura restrittiva, BRUNO Carmelo ricorreva alla Suprema Corte di Cassazione, la quale in data 25.05.2016 respingeva il ricorso confermando quanto disposto dal Riesame. In esito a quest’ultima decisione, in data 26.05.2016 BRUNO Carmelo veniva sottoposto nuovamente alla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza, con il divieto di allontanarsi senza l’autorizzazione del Giudice competente. Il provvedimento è stato eseguito in collaborazione con la Squadra Mobile di Catania.

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