Luigi Costanza è il nuovo Presidente della Cassa Edile di Agrigento.

La carica di Presidente della Cassa Edile rappresenta per Costanza un riconoscimento all’impegno profuso in campo associativo e alle capacità relazionali da sempre riconosciutegli, dopo aver maturato una significativa esperienza in Ance e Confindustria Agrigento.

L’insediamento è avvenuto nel corso del Comitato di Gestione della Cassa, svoltosi in un clima di grande serenità e cordialità, che per l’occasione ha visto la partecipazione del Presidente di Ance Agrigento, Giuseppe Sorce.

Un pensiero su “Nuovo presidente cassa edile”
  1. Con la nomina del nuovo presidente della Cassa Edile nella figura del sig. Luigi Costanza viene posto fine quel conflitto di incompatibilità di carica, tra presidenza dell’Ance e presidenza della Cassa Edile ricoperta dal sig. Sorce. Faccio i migliori auguri al nuovo Presidente, che prende la carica di un ente, che negli ultimi anni è stato al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica per degli avvenimenti poco edificanti posti in essere da ex dirigenti, sperando che porti l’ente fuori dalle secche in cui e andato ad incastrarsi.

    Leggendo attentamente l’articolo, su altro sito, e le dichiarazioni del sig. Costanza, che condivido pienamente, solo su di un passaggio non mi trova concorde, e cioè quando dice “ che il suo operato sarà sicuramente in linea con il lavoro svolto da chi l’ha preceduto “ , avrei preferito sentir dire in un cambio di rotta e l’abbandono di vecchie logiche, speriamo bene!!!!.
    Sugli altri punti concordo pienamente con il pensiero del Presidente, e cioè la Cassa Edile deve avere un solo obiettivo, quello di tutelare e salvaguardare i diritti e le aspettative della classe imprenditoriale e della classe operaia, unici titolari di diritti in quanto, associati e iscritti, che con le loro quote di servizio mantengono in piedi tutta la struttura degli enti paritetici bilaterali, Casse Edile, Scuola edile e Cpt.

    Un altro passaggio forte è quello di “ sradicare dal campo dell’edilizia le male erbe, che specie in una difficile fase di crisi come quella attuale creano concorrenza sleale e sottraggono linfa vitale alle imprese vere, sane ed in regola con le normative vigenti “. Detto questo pongo al nuovo Presidente della Cassa edile un paio di domande, sperando anche di avere risposta; ma la crisi dell’edilizia, con imprese che chiudono i battenti, buttando in mezzo ad una strada manovali, carpentieri e tanti padri di famiglia, non era già in atto negli anni 2006, 2007,2008,2009 ??. I nostri figli disoccupati in cerca di lavoro costretti ad emigrare al nord ad elemosinare fuori casa, lontano dagli affetti familiari, un posto di lavoro, non erano condizioni anche negli anni presi in esame??.
    Pongo solo questi due quesiti, se no dovremmo scrivere un’enciclopedia sulle cose da chiedere, e mi rispondo, ma lei sig. Presidente non faceva già parte del Comitato di Gestione, ricordo a mente dello Statuto che le delibere vengono approvate all’unanimità dei presenti, questo per significarle, ma quando veniva proposto il regolamento all’esodo incentivante milionario, allo scopo di poter rinnovare l’organico anziano della Cassa, con i soldi dei lavoratori, lei non era presente a quelle delibere??, non è balenato a nessun componente del Comitato anche da parte sindacale, se quel regolamento era legittimo??, non è nato neanche un piccolo dubbio ai dottori commercialisti del Consiglio Sindacale, pagati proprio, per evitare che gli amministratori con le loro delibere, potessero violare o deliberare in contrasto con lo Statuto della Cassa o con gli indirizzi nazionali della CNCE??.

    Si ricordi che nessuno, nè Comitato di Presidenza, nè Comitato di Gestione possono decidere di attribuire rectius, donare somme ad alcun dipendente di propria iniziativa, stante l’alterità delle somme che fanno capo alla CEAMA e che essi sono chiamati a gestire nel rispetto delle regole statutarie, al dipendente che va in pensione spetta solo la buona uscita, TFR, come da contratto.
    “ l’art. 1 comma 4, dello Statuto, – la Cassa Edile non ha fine di lucro; art. 1 comma 5,- alla Cassa edile è fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitali, durante la vita della Cassa”.

    Da quanto sancito dallo Statuto dovrebbero rientrare nella disponibilità della Cassa Edile, tutte le somme erogate a titolo di incentivo all’esodo, percepite da quei dipendenti che ne hanno usufruito. Questa deve essere la vera svolta epocale della Cassa.

    La seconda domanda; chiedo al nuovo Presidente, se le sembra corretto che tutte le assunzioni della Cassa Edile devono essere clientelari, parentali e per chiamata diretta, non le sembra corretto che anche i giovani disoccupati figli di lavoratori dell’edilizia, o vedove di caduti sul lavoro, non debbano avere le stesse possibilità di concorrere ad armi pari, alle opportunità lavorative della Cassa, non avendo, la fortuna di essere parenti di amministratori o sindacalisti??.

    Quel bistrattato Statuto della Cassa recita – “Art. 16 Personale della Cassa – l’assunzione del personale della Cassa è decisa dal Comitato di Gestione su proposta del Comitato di Presidenza sulla base di una selezione collegata esclusivamente ai criteri di professionalità”. Da questi due passaggi si evince che lo Statuto è stato calpestato, dall’incentivo all’esodo, ma anche dalle assunzioni per chiamata diretta, come vede sig. Presidente ha molto da lavorare e molto da estirpare, perché le male erbe, attecchiscono e crescono ovunque, anche nel giardino di casa nostra.
    Buon lavoro Presidente

    L’INNOMINATO

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