Dopo un lunghissimo interrogatorio la Procura della Repubblica di Agrigento ha disposto il fermo di tre persone per la sparatoria di Palma di Montechiaro, avvenuta nel pomeriggio del venerdì santo, davanti il bar “La Fontana” di via Pietro Nenni. Freddato con 7 colpi di pistola calibro 9, a terra privo di vita, è rimasto Nicolò Amato, 65 anni. Ferito il figlio, Diego Amato, 26 anni, raggiunto da tre colpi di arma da fuoco e ricoverato all’ospedale San Giacomo d’Altopasso di Licata. Nella notte il giovane è stato sottoposto ad un intervento chirurgico, per l’estrazione dei tre proiettili. Il pubblico ministero Santo Fornasier ha disposto il fermo di Vincenzo Bonfanti, fratello del sindaco di Palma di Montechiaro, e i suoi due figli, Nicola e Raimondo. Mentre Vincenzo e Nicola sono stati rintracciati già ieri sera dai poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento e del Commissariato di Palma di Montechiaro, Raimondo è ancora ricercato. L’ipotesi di reato avanzata dal pubblico ministero è al momento quella di omicidio e tentato omicidio. Secondo le indagini, a sparare sarebbero state almeno due pistole. Secondo quanto si è appreso la lite sarebbe scaturita da una serie di bollette relative al bar e intestate agli Amato, in quanto proprietari, che i Bonfanti, i gestori dell’attività lavorativa, non avrebbero però pagato. Da qui la decisione degli Amato di mettere un lucchetto al locale di loro proprietà e la reazione dei Bonfanti che hanno fatto fuoco. Nicolò Amato sarebbe stato colpito a morte da sette colpi di pistola, mentre Diego Amato è stato ferito con tre colpi. Le armi che hanno sparato non sono state ritrovate.