Ha preso il via ieri, in Tribunale, il processo bis sulla morte dell’operaio della miniera dell’Italkali di Realmonte Vincenzo Noto, 39 anni, di Porto Empedocle.  L’uomo all’alba del 23 febbraio 2006, a 140 metri di profondità, rimase schiacciato da una lastra di salgemma staccatasi dal soffitto della miniera di contrada Scavuzzo. Sul banco degli imputati siedono il direttore della miniera realmontina, Calogero Schembri, il responsabile della sicurezza del sito estrattivo Angelo Iannello e il sorvegliante Stefano Iacono. I tre sono chiamati a rispondere del reato di omicidio colposo. Per questi stessio fatti nell’aprile del 2009 il giudice monocratico Ezio Damizia condannò il legale rappresentante della cooperativa Cosau di Casteltermini – dove Noto lavorava – Giuseppe Manno a 6 mesi di reclusione e al risarcimento del danno alla parte civile.