Il numero di nuovi casi nel continente europeo è diminuito costantemente nelle ultime quattro settimane, così come il numero di decessi nelle ultime due. Tuttavia, il virus continua a diffondersi, con un milione di nuove infezioni registrate la scorsa settimana.

Ad oggi, nei 29 Paesi europei in cui è iniziata la vaccinazione, solo l’1,5% della popolazione è stato vaccinato. “Al momento, c’è una linea sottile tra la speranza di un vaccino e un falso senso di sicurezza”, ha dichiarato il capo dell’OMS, dott. Hans Kluge, in una conferenza stampa.

“Devo ribadire che le decisioni di revocare le misure restrittive devono essere supportate da dati basati sulla valutazione epidemiologica e sulla capacità del sistema sanitario. I criteri devono essere basati su prove e non su osservazioni di progressi relativi – ha insistito il dott. Kluge, che ha anche espresso preoccupazione per le nuove varianti del virus, tra cui il ceppo scoperto in Sudafrica che ora è presente in 19 dei 53 Paesi dell’area europea dell’OMS –  dobbiamo fare tutto il possibile per ridurre la trasmissione e ritardare le mutazioni che possono influire sull’efficacia dei vaccini. Se non fermiamo subito la trasmissione, i benefici attesi dai vaccini nella lotta contro questa pandemia potrebbero non essere evidenti. I produttori dovranno adattarsi all’evoluzione del virus. Ciò evidenzia anche l’importanza di mantenere un portafoglio diversificato di vaccini di diverse piattaforme tecnologiche da utilizzare in contesti diversi. I vaccini sono essenziali, ma al momento non sono sufficienti per controllare la pandemia. Sono solo uno dei tanti strumenti a nostra disposizione”.

Il dott. Kluge ha accolto con favore l’avvio di un programma da 40 milioni di euro dell’Unione Europea per l’introduzione del vaccino Covid-19 in sei Paesi: Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Ucraina e Repubblica di Moldova. “L’accesso equo è un imperativo morale, per mitigare l’impatto della pandemia su tutti noi, non solo su alcuni.  Il divario tra paesi ad alto, medio e basso reddito è più visibile che mai. L’accesso iniquo ai vaccini può ritorcersi contro. Più a lungo il virus persiste, maggiore è il rischio di mutazioni pericolose. È giunto il momento di intensificare e accelerare la produzione di vaccini. Chiediamo uno sforzo congiunto a livello europeo per avviare i programmi di vaccinazione”.