fbpx

Sequestrato uno stabilimento industriale per la lavorazione della sansa per pericolo d’inquinamento ambientale. Si tratta di un vasto complesso industriale, di oltre 19.000 mq, sito a Ribera , dove “si procedeva- ricostruisce la guardia di finanza- all’estrazione dell’olio dalle sanse e alla raffinazione di olii ad uso alimentare”. Il provvedimento cautelare è stato dal Tribunale di Sciacca su richiesta della Procura della Repubblica ” per gravi violazioni penalmente rilevanti alla vigente normativa in materia ambientale”. Le indagini sono state avviate nel mese di dicembre scorso, durante l’ultima campagna olearia, dopo che alcuni militari della guardia di finanza, lungo la statale 115, avevano notato anomale e cospicue emissioni di fumi nell’aria provenienti da quell’industria alimentare: da qui il sospetto che le lavorazioni potessero non rispettare i protocolli e le vigenti disposizioni in materia ambientale. I successivi accertamenti effettuati all’interno del sito industriale con la collaborazione tecnica del personale dell’A.R.P.A <<hanno confermato – continuano le fiamme gialle- l’inefficace contenimento delle emissioni diffuse dei gas in atmosfera, cui si sono aggiunte il mancato smaltimento delle ceneri derivanti dalla combustione e lo scarico delle acque reflue industriali in un affluente del fiume Magazzolo, senza il preventivo trattamento di depurazione chimico-fisico e biologico. Accertato, poi, che gli impianti industriali dello stabilimento, attivo dai primi anni ’80, non erano stati adeguati alle modifiche normative in materia ambientale; alcuni dei punti di emissione di fumi nell’aria erano addirittura sprovvisti di piattaforma di campionamento, rendendo impossibile per gli organi competenti la possibilità di effettuare i dovuti prelievi delle emissioni gassose rilasciate nell’atmosfera”. I responsabili dell’azienda non avrebbero mostrato la relazione annuale sugli accorgimenti adottati per il contenimento delle emissioni diffuse, né veniva rinvenuta alcuna traccia, negli appositi registri, dello smaltimento delle ceneri derivanti dalla combustione di sansa esausta. Oltre alle numerose violazioni della normativa ambientale sono state contestate al responsabile dell’azienda, inadempimenti alla normativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro che vanno dalla mancanza di dispositivi di protezione contro le cadute dall’alto, fino all’inadeguatezza dei dispositivi di protezione individuale forniti ai lavoratori, risultati inidonei a salvaguardarli dalle polveri presenti nei luoghi di lavoro.