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A pagare sono sempre le famiglie disagiate”. Sono parole espresse dal segretario del sindacato pensionati della Cgil, Piero Mangione, che ancora una volta interviene con una lunga nota sulle difficoltà sempre crescenti di quelle che comunemente chiamiano “fasce deboli della società”.

Tutta questa macelleria sociale colpisce le fasce deboli, particolarmente in questa nostra provincia, dove il reddito è il più basso d’Italia, la povertà è la più alta, il lavoro manca e quello che c’è è colorato di nero, per cui l’assalto ai Comuni da parte delle famiglie disagiate, richiedenti un bonus, un sussidio, un sostegno, è motivato dal bisogno di sopravvivere all’abbandono da parte dello Stato”, prosegue Mangione, nella sua denuncia, in un vero e proprio grido d’allarme. .

Porta alla memoria, Piero Mangione, una serie di dati, mettendo a confronto i fondi nazionali di sostegno ai comuni per le politiche sociali, dal 2008 ad oggi, evidenziando come siano andati sempre più diminuendo.

Ripercorre, così, i dati del fondo per le politiche della famiglia, delle politiche giovanili e sociali, per l’infanzia e l’adolescenza, per la non autosuffcienza, ed ancora per l’affitto delle fasce deboli e l’inclusione degli immigrati. La voce che ha subito, secondo quanto afferma il segretario del sindacato, meno riduzioni, sarebbe quella dei fondi per l’infanzia e l’adolescenza, contrariamente a quelle dei fondi per la non autosufficienza, per i servizi all’infanzia e per l’inclusione degli immigrati, che per il 2011 vantano, per così dire, un finanziamento pari a zero milioni di euro. Batosta anche per il settore delle politiche giovanili, che dai 138 milioni di euro nel 2008, passa ai 13 circa attuali.

A tutto questo va aggiunto il ribasso dei rimborsi dovuti al sistema sanitario relativamente a 4000 farmaci generici, deciso dall’Agenzia governativa del farmaco l’AIFA, a partire dallo scorso 15 aprile.

Tale economia che lo Stato realizza , afferma Piero Mangione, si traduce in un ulteriore ticket pagato dal cittadino ammalato”.