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La presa di posizione più dura è stata quella di Confindustria. L’Unione degli industriali agrigentini ha ritirato i propri delegati  dal Consorzio Asi sottolineando i fatti resi noti dal Senatore Lumia ed in particolare, scrive il presidente di Confindustria Agrigento Giuseppe Catanzaro “non è in alcun modo accettabile prendere atto che il protocollo antimafia sottoscritto nel giugno 2010, appena a settembre 2010 piuttosto che essere applicato viene interpretato”.
Una nota stampa che si chiude con l’invito rivolto all’assessore regionale Venturi di “continuare nell’opera di forte moralizzazione posta in essere nel corso del suo mandato non retrocedendo di un solo passo, perché il suo impegno serve alla gente normale della Sicilia che vuole cambiare passo e pagina”.
Sulla stessa linea d’onda la posizione della Cisl.
Il sindacato, attraverso il segretario Salvatore Montalbano, annuncia che “non parteciperanno più ad alcuna attività del Consorzio Asi”, chiedendo alle istituzioni un intervento celere e annunciando il ritiro del proprio delegato.
Decisa anche la posizione del segretario della Cgil di Agrigento Mariella Lo Bello che non si dimette ma si autosospende “a garanzia – afferma – della posizione del sindacato”. “Ci sono troppi dubbi sulla questione Asi – dichiara Mariella Lo Bello – mia autosospendo in attesa che gli organi preposti facciano chiarezza ”.
In posizione più cauta la Uil che, con il suo segretario Aldo Broccio, parla di possibile “tempesta in un bicchiere d’acqua” e si chiede se la politica non giochi il suo ruolo nell’attacco sferrato a Stefano Catuara. Il segretario, inoltre, si chiede come mai Lumia non abbia presentato denunce agli organi competenti e perché l’assessore regionale alle Attività produttive Venturi, negli ultimi tempi abbia commissariato diverse volte l’Asi di Agrigento, ricevendo poi opposte sentenze del Tar.
“Nessuna bufera sull’Asi di Agrigento. Ma il solito, stucchevole, strumentale e sterile ritornello di polemiche e contestazioni da parte di chi non ha cuore le sorti e il destino dello sviluppo industriale del nostro territorio”; è la replica del presidente dell’Asi Stefano Catuara che sottolinea come al momento né confindustria né i sindacati non hanno presentato formalmente alcuna lettera di dimissione.
“Siamo di fronte a prese di posizioni che non stanno né in cielo né in terra – sottolinea Catuara – Il mio operato è stato sempre e continua ad essere all’insegna della trasparenza e nel rispetto assoluto della legalità”.
Disponibile e pronto a chiarire a tutti la sua posizione Catuara aggiunge anche che è pronto “a depositare querela e atti di citazione per risarcimenti danni nei confronti di chi, non curando la veridicità delle notizie, hanno diffamato l’ente e il suo presidente”.