fbpx

Come annunciato lo scorso 6 settembre, anche una folta delegazione della Rete precari scuola Agrigento, ha partecipato nella giornata di ieri, alla protesta che si è svolta a Messina. “Invadiamo lo Stretto. Un ponte per la scuola”, era, infatti, lo slogan della manifestazione che coinvolge l’intero mondo del precariato siciliano e non solo. Molti sono giunti da diverse parti dell’isola, ma molti altri, infatti, anche dalla Campania e dalla Calabria; tutti uniti in un braccio di ferro proprio nello stretto di Messina, che è stato completamente invaso. Tra questi, i precari, docenti e personale Ata, che dai primi del mese, presidiano in maniera permanente dinnanzi l’ufficio scolastico provinciale agrigentino. Un ponte umano, unito dalle rivendicazioni dei lavoratori, contro quello, definito, “degli sprechi” che dovrebbe unire Sicilia e Calabria; per chiedere, in un solo coro, che proprio i fondi per il collegamento stabile tra le due sponde dello Stretto vengano utilizzati, invece, per la loro stabilizzazione nella scuola.
Una protesta che non accenna ad esaurirsi; che ha già superato le fasi degli accampamenti notturni, dello sciopero della fame da parte di alcuni e che adesso è giunta nell’importante crocevia dello stretto di Messina, anche creando disagi, nonostante le premesse fossero state diverse. Sono stati bloccati, infatti, i traffici marittimi e ferroviari da e per Messina.
Una battaglia contro quella riforma Gelmini che hanno più volte definito una “Mattanza della scuola pubblica”, a cui ha preso parte la Cgil e il Cobas. Una situazione che i precari della Rete scuola Agrigento, definiscono un dramma, in primo luogo per i genitori, poi per gli alunni, ed in particolare quelli che presentono disagi e necessitano degli insegnanti di sostegno.