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In settimana pare sia in programma un Consiglio dei ministri nel quale l’esecutivo procederà con l’impugnazione dell’ordinanza del governatore della Sicilia , Nello Musumeci che prevede lo svuotamento degli hotspot nell’intera isola. Musumeci ieri mattina, in conferenza stampa , ha tuonato: “Se le Prefetture non lo faranno ci rivolgeremo alle Procure. Pronti a mettere i sigilli”. Lo scontro è destinato a non esaurirsi in breve tempo: a Lampedusa la prefettura ha schierato l’esercito e la Sea Watch ha raccolto nella sola giornata di ieri più di 200 persone alla deriva nel mezzo del Mediterraneo. Inoltre la nave quarantena Aurelia è arrivata in rada nell’isola, ma il forte vento le ha impedito di imbarcare i primi positivi per la quarantena. Oltre a essere inapplicabile, spiegano, è anche scorretta dal punto di vista giuridico: “Il punto è che Musumeci pone un problema di ordine sanitario, e allora doveva fare un’ordinanza attinente ai protocolli, ai tamponi al monitoraggio. La sua interviene, invece, in materie su cui non ha alcuna competenza”. Il presidente della Regione siciliana, tornando a parlare della sua ordinanza, ha tuonato: “Il Governo centrale che ha avuto notificato il provvedimento non ha ritenuto di dare disposizioni a forze dell’ordine e alle Prefetture per sgomberare i centri  d’accoglienza, ma al tempo stesso non impugnato l’ordinanza entro le 48 ore. Ci troviamo di fronte a una palese omissione, perché le precedenti due ordinanze erano state regolarmente osservate dalle  Prefetture”. “Il governo tace, da 48 ore c’è il silenzio assoluto” – ha spiegato Musumeci, intervenendo su Sky TG24. “Il silenzio, mostrare i muscoli non serve, sto ponendo un problema sanitario che riguarda in  questo caso i migranti. E’ un’emergenza nell’emergenza. Tra qualche ora ci rivolgeremo alla magistratura. Spero nel buonsenso del governo centrale e che non ci siano né vinti né vincitori”. C’è l’ombra di Matteo Salvini secondo il governo centrale dietro alle posizioni di Musumeci. “Ha il dovere di governare la Regione – dice Giuseppe Provenzano, ministro del Sud – non di aprire scontri istituzionali con lo Stato e servirsi della Sicilia per la campagna elettorale di Salvini nelle altre Regioni”. Il presidente denuncia oltre 10mila sbarchi tra luglio e metà agosto, con un aumento di ottomila unità rispetto al 2019. E un sovraffollamento insostenibile dei centri di prima accoglienza. Da Palermo è arrivata una proposta di mediazione: “Se il governo ci verrà incontro potrà chiederci 2-3-5-8 giorni di tempo per trovare la possibilità di ricollocare i migranti e di mettere i sigilli in tutti i centri di accoglienza. Da stamattina- ha commentato Musumeci su facebook- si è iniziato a svuotare l’hotspot di Pozzallo. I ricorsi notificati a mezzo stampa non producono effetti ma alzare la voce , a tutela della salute pubblica evidentemente sì. Vedremo se in qualche giorno si ristabilirà la legalità”.