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1 Maggio, giorno in cui si celebra il Lavoro, e più precisamente, in cui si intendono ricordare le battaglie operaie volte alla conquista di un diritto ben preciso: l’orario di lavoro quotidiano fissato in otto ore. Nacque, infatti, sotto lo slogan delle tre otto : otto ore di lavoro, otto di riposo, otto di svago. La ricorrenza, nata in America, è stata poi riconosciuta in molte nazioni del mondo, come in Italia, dove fu soppressa durante il ventennio fascista. Il giorno del 1 maggio, si ricordano anche fatti funesti, come la sparatoria della banda di Salvatore Giuliano a Portella della Ginestra, dove restarono uccisi undici lavoratori e feriti una cinquantina tra i duemila presenti in piazza.

Ma si ricordano soprattutto i movimenti sindacali a sostegno della lotta dei lavoratori. E lo si fa con concerti, come quello che dal 1991, viene organizzato a Roma e comizi in molte piazze italiane.

Ad Agrigento, il momento celebrativo del vero e importante significato di un giorno, in cui si pone l’accento su un diritto sacrosanto come quello al lavoro, sarà a Raffadali. Alla due giorni di musica e svago, parteciperanno, infatti, i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, che hanno previsto un corteo per le vie cittadine, al termine del quale in piazza Progresso si terranno i comizi sindacali. Momenti di riflessione anche a Campobello di Licata e Racalmuto. “Dispiace constatare che, dopo 120 anni dalla sua proclamazione come Libera Giornata Mondiale dal Lavoro, il primo maggio italiano è tornato sotto attacco come l’articolo uno della Costituzione”. Sono le parole amare di commento del segretario dello Spi Cgil, Piero Mangione, che insieme a dirigenti, attivisti e simpatizzanti di Cgil, Cisl e Uil, sarà domani mattina a Marsala con la Camusso, Bonanni ed Angeletti, ed il pomeriggio a Raffadali per la festa provinciale del lavoro.