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Iniziato questa mattina e subito rinviato al prossimo mese di maggio il processo a carico del somalo Muhamud Muhidin, 34 anni, arrestato dalla Polizia per sequestro di persona, associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, tratta di essere umani e violenza sessuale. L’udienza in corte d’assise e’ stata rinviata a causa dell’assenza in aula dell’avvocato d’ufficio dell’immigrato assente perche’ non in possesso, e dunque, non a conoscenza delle carte del processo. Il somalo e’ alla sbarra perche’ secondo gli inquirenti sarebbe tra gli organizzatori del viaggio sfociato nel naufragio del 3 ottobre scorso a poche miglia dalle coste di Lampedusa, costato la vita a 366 persone, molti dei quali bambini e donne, le cui salme sono state tumulate anche nei cimiteri di Agrigento e della provincia. Al somalo la polizia arrivò grazie alle testimonianze dei superstiti del naufragio. Soccorsi e portati nel centro di accoglienza dell’isola, alcuni migranti riconobbero in Muhidin uno dei loro carcerieri. Il somalo, anche lui ospite del Cpa, rischiò il linciaggio. Contro di lui i drammatici racconti di chi al naufragio è riuscito a sopravvivere. Dopo l’arresto Muhamud Muhidin aveva chiesto il rito abbreviato, per poi cambiare idea e negare ogni responsabilita’. La Procura della Repubblica di Agrigento, invece, aveva chiesto il processo immediato. Dunque, oggi sarebbe dovuta andare in scena la prima giornata di udienza al tribunale di Agrigento, ma rinviata a maggio. Il 2 aprile, invece, verra’ giudicato con il rito abbreviato davanti al Gup di Palermo, il palestinese Attour Abdalmenem che organizzo’ il viaggio del barcanone naufragato l’11 ottobre a largo di Malta. E’ accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.