E’ stata impugnata la sentenza di primo grado con la quale il gup del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha condannato alla pena di 16 anni e 4 mesi di reclusione, il pensionato canicattinese Calogero Onolfo, accusato di avere ucciso l’ex moglie, la cittadina romena, Costanta Paduraru. A presentare istanza di ricorso alla Corte di Appello di Palermo, è stato il pubblico ministero Giacomo Forte, a giudizio del quale la pena risulta essere inferiore rispetto all’efferatezza del delitto, e le parti civili rappresentate dall’avvocato Paolo Ingrao. Ricorso presentato anche dall’avvocato Diego Giarratana, legale difensivo di Onolfo, il quale spera in uno sconto di pena per il suo assistito, che dal carcere di contrada Petrusa è stato trasferito in quello dei Cavallacci di Termini Imerese. L’omicidio avvenne il 31 gennaio del 2010, nei pressi della chiesa San Domenico. Onolfo, dopo l’ennessimo tentativo, senza riuscirci, di riallacciare il rapporto, uccise la moglie a coltellate. La donna, deceduta poco dopo l’aggressione, aveva però fatto in tempo a indicare nell’ex coniuge il colpevole, che aveva agito di fronte a diversi testimoni.