Il collegio giudicante del Tribunale di Agrigento presieduto dalla dottoressa Antonia Sabatino, con i giudici a latere Gianfranca Infantino e Emanuela Podda, hanno depositato le motivazioni della sentenza emessa lo scorso 10 maggio nei confronti di Vasile Radu, più altre sette persone tratte in arresto nell’ambito della vasta operazione anti prostituzione denominata “Lenone” condotta dai carabinieri di Licata. I magistrati hanno chiarito la ricca rete di prostituzione che orbitava su Licata ed amministrata dal pregiudicato cittadino romeno Radu Vasile su giovane connazionale. Chiarito anche la motivazione per cui il tribunale ha ordinato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento di rinviare a giudizio diverse persone di Licata, commercianti noti uomini politici, professionisti e pregiudicati, per le ipotesi di reato di sfruttamento della prostituzione. Ipotesi di reato questa dove rimangono esclusi i clienti occasionali delle giovani prostitute romene. Lo scorso 10 maggio a conclusione del dibattimento processuale i giudici del collegio giudicante del Tribunale hanno condannato i fratelli Vasile Radu a 12 anni e 90 mila euro di multa, Gicu 10 anni e 75 mila euro di multa, Ionut otto anni e 60 mila euro di multa, Cocuta madre dei tre fratelli Radu, 9 anni e 6 mesi di reclusione e 70 mila euro di multa, Gioacchino Vella di Palma di Montechiaro cinque anni e sei mila euro di multa, i fratelli licatesi Angelo Grillo due anni e Tommaso a un anno e quattro mesi di reclusione e due mila euro ciascuno di multa. Gli avvocati degli imputati hanno preannunciato ricorso avverso la sentenza di primo grado.