Agevolando la diffusione della connessione internet 5G di ultima generazione e supportando la transizione del sistema radiotelevisivo verso la nuova tecnologia DVBT-2, il governo si appresta a staccare la spina alla maggior parte delle emittenti televisive locali italiane, mettendo a serio rischio il futuro della libera informazione e di migliaia di lavoratori.

Lo scopo di questa operazione è quello di togliere la gestione diretta delle frequenze storicamente utilizzate dalle tv locali e consegnarla, alle multinazionali che gestiranno la connessione internet di 5^ generazione ed anche alle grandi società . Siamo quindi difronte ad uno scenario di controllo del sistema informativo e mediatico locale. “La realtà locale anche in ambito comunicativo va tutelata e soprattutto valorizzata”: È quello che centinaia di emittenti radio e tv locali italiane, associate alla Rea, hanno voluto “gridare” sospendendo , in segno di protesta, le proprie trasmissioni per connettersi a reti unificate dal Sud al Nord Italia per difendere il pluralismo e la liberta’ d’informazione.

Sotto attacco, dunque, l’introduzione del digitale televisivo terrestre DVB – T2 e del 5G ma anche , tra le altre, cose il rifinanziamento del fondo covid per aiutare le emittenti che hanno subito l’azzeramento della pubblicità non ricomprese tra quelle sostenute con il decreto rilancio di luglio . Il sistema televisivo locale non ha mai smesso di informare in maniera seria e puntuale a fronte però di un tracollo della pubblicità per via del lockdown. La protesta , a cui ha aderito anche Agrigento tv , è avvenuta in occasione della riunione del Tavolo di coordinamento TV 4.O convocato dal Ministero dello Sviluppo Economico.

“L’operazione , spiega in una nota l’associazione REA – Radiotelevisioni Europee Associate, e’ inopportuna per il cittadino e per gli editori radiotelevisivi in un momento di grave crisi economica e pandemica, accade dopo solo 10 anni da quella del digitale DVB-T1 dove furono spesi piu’ di due miliardi di euro per favorire i colossi dell’elettronica di consumo, i telefonici e i duopolisti della comunicazione. Anche in questa occasione di impropria evoluzione tecnologica ad avvantaggiarsene saranno i telefonici del 5G e i neoliberisti della comunicazione nazionale e mondiale. A soffrirne saranno certamente quelle 900 emittenti locali alle quali sono state sottratte d’imperio le loro frequenze e privati del sostegno economico necessario per mantenere il pluralismo informativo e per la quale sofferenza sono a rischio 4000 posti di lavoro.”