La Casa Editrice Aracne ha pubblicato
“Metamorfosi”, poliedrico e per
molti versi affascinante e sorprendente lavoro di Filippo Portera, che sarà
presentato ufficialmente a Roma, con l’autore che eseguirà dal vivo alcuni
brani. Si tratta di sedici racconti in musica (Imagofonie), ispirate ai racconti di miti e leggende greco-romane tratti dal sommo capolavoro di Ovidio, “Metamorfosi”. Un’Opera imponente per voce narrante, soli, coro, orchestra ed elettronica, che ha impegnato il M° Portera nella rilettura e
adattamento dei quindici libri dell’opera ovidiana, per più di 6h.30 di
musica scritta e registrata.
Perché dopo le due sue opere musicali “Empedocle” e “I Giganti della
Montagna”, la sua scelta è caduta sulle Metamorfosi di Ovidio ?
FP – Il titolo “Metamorfosi” mi ha incuriosito tantissimo e ho intuito che
questa parola, mai statica e per natura sempre in evoluzione, potesse essere
fonte di tante ispirazioni. All’inizio, trovandomi con quindici libri da
visionare, confesso di aver avuto un momento di riflessione, che è durato
però il tempo necessario a voltare una pagina ed immergermi completamente nel favoloso mondo della mitologia greco-romana. Quattro anni di lavoro per una meravigliosa e magica avventura, che mi ha trasportato in un mondo fantastico, un mondo che fonde e confonde ogni confine, fra l’irrazionale e la cosiddetta realtà.
Quindi un lavoro di ricerca e sperimentazione, non la solita accoppiata tra musica e parole.
FP – Una ricerca lunga impegnativa ed entusiasmante, con approdi inesplorati e soluzioni inaspettate, dove la parola e la musica si fondono in un’unica metrica espressiva. Ho composto e registrato le musiche originali per soli, coro, orchestra ed
elettronica, che spaziano dalla musica Classica alla Sperimentazione e al Jazz, in quattro anni di lavoro intenso di scoperta e continua meraviglia.
Un concetto quasi teatrale del racconto, in cui la musica oltre che essere protagonista, supporta la narrazione e funge anche da scenografia, dove si compie l’azione, la grandezza dei versi di Ovidio e una traduzione ispirata del testo, hanno fatto il resto.
Perché Imagofonie, non credo che esista nel vocabolario italiano
FP – E’ vero, è un termine nuovo che ho coniato perché ascoltando i racconti, automaticamente, si ha la sensazione di vedere le scene, descritte con pochissime parole ma nei minimi particolari, dalla stupefacente poetica di Ovidio, un libretto d’opera davvero eccezionale !
Quale è stato il criterio di scelta dei miti e delle leggende che ha incluso nella sua opera
FP – Durante il processo di riduzione ed adattamento dei racconti, ho
pensato di avvicinare il passato con il presente, creando un collegamento
tra le parole ancora in uso nella lingua italiana e i miti e le leggende greco-
romane che le hanno generate, per scoprirne le origini, un lavoro di scoperta bellissimo!
Quali sono i miti e le leggende che ha scelto e che si trovano nelle sue Metamorfosi ?
FP — Sono tanti e tutti affascinanti, per esempio Narciso, Eco, Pigmalione, Atalanta, Aracne, Ercole il più grande fra tutti i super eroi e poi Medea, Il re Mida, Pitagora, Scilla, Cariddi, Icaro, Perseo, Circe, Persefone, ognuno di loro con una morale ed un grande messaggio da trasmettere.
Se non sbaglio anche la voce narrante e quella sua.
FP– Si la voce narrante è la mia, definitivamente registrata dopo tantissime prove e alla fine, quando il lavoro era concluso e tutto mi sembrava al posto giusto, ho dovuto rileggere e registrare altre tre volte
tutto, da capo a fondo, prima di arrivare alla stesura definitiva.
Le considerazioni finali di questo viaggio e dove possiamo ascoltare
l’intera Opera.
FP – I sedici Racconti in Musica si possono scaricare dal sito della Casa
Editrice Aracne:
https://www.aracneeditrice.eu/it/pubblicazioni/metamorfosi-filippo-
portera-AA1951.html
Sono molto contento di questo lavoro che mi ha portato in mondi inesplorati dove musica e parole stabiliscono quasi automaticamente il loro rapporto, e si uniscono magicamente in un’unica metrica espressiva, voluta
dall’istinto a cui non ho dato limiti di azione, riservandomi di accettarne o modificarne i contenuti e le scelte in una continua evoluzione. Tutto sul pianeta Terra è in continua metamorfosi, tutto cambia aspetto, anche noi e il nostro pensiero, è la legge che il Creatore ha imposto alla natura, una
continua ed inesorabile metamorfosi. “Metamorfosi” oggi, è anche un
concerto in Solo dedicato a Peppino Impastato, che chiudo con queste
parole: “ Quanta strada non abbiamo fatto per arrivare ad oggi, in questo
pietoso spettacolo di misere maschere, governate dall’avidità e dal falso
dio denaro, dove l’essere umano snaturato, è ridotto a freddo calcolatore che non riconosce più, cinico spietato ed arrogantemente ignorante. Ma una minoranza di esseri umani porta avanti il mondo e conforta il sapere, che mai nessuno potrà fermare l’Arte, perché è un dono misterioso che nasce con l’uomo e porta con se, tutti i valori della vita e del sovrannaturale “.