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Continuano gli scavi, in via Trilussa, a Ravanusa, dove un’esplosione provocata da una fuga di gas, l’11 dicembre, ha provocato il crollo di una palazzina e la devastazione di un intero quartiere: sotto le macerie rimasero intrappolate dodici persone, nove delle quali morirono. Il pool di esperti della Procura di Agrigento, coordinato dall’aggiunto Salvatore Vella e dall’ingegnere Antonino Barcellona, ha continuato gli scavi per mettere a nudo le condutture dei sottoservizi alla ricerca di una perdita o lesione. Dopo una giornata di scavi è stato messo un primo punto fermo: i consulenti dei pm, coadiuvati dai vigili del fuoco, hanno trovato il punto di rottura della rete del gas nei pressi della casa del professore Pietro Carmina.

Il primo passaggio dei lavori è stato un test di tenuta della condotta, immettendo gas inerte e gas etilico che potrebbero segnalare la presenza di falle nella conduttrice. Questo tipo di soluzione tecnica era stato suggerito dal collegio difensivo dei dieci indagati, ovvero i vertici regionali e nazionali di Italgas Reti. Ne fanno parte quattro avvocati di Agrigento, Roma e Milano: Daniela Posante, Mario Zanchetti, Nadia Alecci e Massimiliano Foschini. I legali hanno partecipato alle operazioni insieme ai propri consulenti di parte. In contemporanea è stato iniziato il campionamento delle terre per rilevare composizione del terreno e tracce di metano.