I fratelli Francesco e Giuseppe Micalizzi hanno affittato un terreno di loro proprieta’ nella via Verona a Sciacca alla societa’ Tamoil per l’installazione di un impianto di distribuzione carburanti. Il Comune di Sciacca ha prima concesso e poi revocato il parere di conformita’ urbanistica. Contro la revoca ha proposto ricorso la Tamoil, e il Cga ha accolto il ricorso. Il Comune di Sciacca ha rilasciato alla Tamoil la concessione edilizia, e poi l’ha annullata in autotutela, ancora in riferimento alla compatibilita’ urbanistica. Sono insorti sia i fratelli Micalizzi, difesi dall’ avvocato Girolamo Rubino, sia la societa’ Tamoil, e hanno proposto ricorso giurisdizionale al Tar che, condividendo le censure formulate dall’ avvocato Rubino, sulla violazione del giudicato precedente, ha dichiarato la nullita’ degli atti posti in essere dal Comune di Sciacca, condannato anche a pagare le spese giudiziali. Nel frattempo, i soccombenti hanno presentato ricorso in secondo grado, al Consiglio di giustizia amministrativa, e anche il Cga, innanzi a cui si sono costituiti in giudizio i fratelli Micalizzi difesi dall’ avvocato Rubino, ha accolto le tesi dell’ avvocato agrigentino e ha confermato il verdetto del Tar. Nessun ostacolo dunque si frappone al trasferimento dell’impianto di distribuzione carburanti Tamoil nella Via Verona di Sciacca, salvo il diritto al risarcimento dei danni in favore dei fratelli Micalizzi, proprietari dell’area locata a Tamoil, per il ritardo nel rilascio dei provvedimenti di competenza del Comune di Sciacca.