Sarà con molta probabilità rispettata la data del 12 maggio, come previsto dall’Anas durante l’audizione in quarta commissione all’Ars, per riconsegnare il ponte Verdura alla piena percorribilità. I lavori di ricostruzione proseguono a buon ritmo e sono quasi ultimati. Già ieri un mezzo meccanico con cilindro ha effettuato la spianatura del terreno e del pietrisco per sistemare la base al di sopra dei grossi tubi Armco collocati sul letto del fiume così come da progetto. Il tutto per poter consentire la bitumatura e ricreare il manto stradale per consentire la riapertura del tratto interdetto. Dopo la posa dell’asfalto l’Anas, così come previsto dovrà provvedere all’installazione di barriere protettive laterali del tipo guard rail  e alla posa della segnaletica. Da qui poi il collaudo tecnico per consentire la riapertura della corsia, cioè verificare le condizioni di attraversamento dei mezzi anche quelli pesanti oltre le 20 tonnellate previste. Lungo il fiume si sta opportunamente effettuando anche la sistemazione diciamo idraulica, in  previsione di un’ulteriore massa di acqua dovuta alle piogge invernali, così come accaduto di recente. Dunque potrebbero mancare poche settimane alla riapertura di un tratto di ponte quello sul fiume Verdura che dal 2 febbraio scorso, giorno in cui parte della carreggiata in tufo ha ceduto, ha creato notevoli disagi per tutti e di cui si parlerà spesso. La soluzione attuale prospettata ed attuata fino alla riapertura, dovrebbe essere provvisoria. Si tratterebbero di lavori diciamo di urgenza in attesa (anche se ci sono voluti quasi 60 giorni) di un intervento più corposo e definitivo. Almeno si spera. Non vorremmo essere maligni e pensare che questa opera rimarrà così nei secoli fino magari a nuovi episodi, ci auguriamo di dover essere smentiti. Fino adesso, tutto sta proseguendo come previsto anche se il bel tempo ha fatto la sua parte favorendo il normale decorso dei lavori a ritmi molto spediti. I mesi scorsi sono stati ostili, le piogge hanno rallentato (si vuol credere che le avverse condizioni di febbraio e marzo molto piovosi, siano stati la causa del ritardo) il normale andamento dell’intervento stimato inizialmente in 40 giorni.