Cento posti di lavoro sono a rischio nel settore dei rifiuti gestito dall’Ato Ag2 Gesa. Il liquidatore di Gesa, Teresa Restivo, si è trova a dover conciliare due esigenze: da un lato una lievitazione dei costi, a partire da quelli del personale che sono aumentati quasi del 20 per cento, per non parlare dei costi di gestione (carburanti, eccetera); dall’altra le pressanti richieste dei sindaci, che sono i soci di Gesa, finalizzate ad una riduzione dei costi. Quest’ultima peraltro passa necessariamente attraverso una rimodulazione del servizio ed un inevitabile taglio del personale utilizzato dal raggruppamento di  imprese (attualmente circa 380 persone). Alla fine hanno prevalso le esigenze dei comuni (fruitori del servizio e soci di  Gesa), per cui gli uffici della società d’ambito hanno predisposto un  bando di gara nel quale i servizi sono stati ripensati in base alle schede formulate dalle 19 amministrazioni comunali socie. Questo comporta un taglio di complessivi cento posti di lavoro. Appresa la notizia, i sindacati naturalmente si sono subito messi sul piede di guerra.