Sono 9 gli imputati assolti dal tribunale si Sciacca all’interno del processo Scacco Matto ma , adesso, la direzione distrettuale antimafia di Palermo ha appellato la sentenza del processo sia per gli assolti che per gli imputati condonnati nello scorso mese di febbraio dal gup, Giangaspare Camerini. Tra le assoluzioni spiccano quelle dei riberesi Paolo e Giuseppe Capizzi, di 42 e 44anni. Per il primo erano stati chiesti 16 di reclusione per associazione mafiosa, e per il secondo 10 per estorsione nell’ambito dei lavori dell’acquedotto Favara di Burgio. Il gup Camerini li ha assolti, ma per entrambi i pubblici ministeri Rita Fulantelli e Emanuele Ravaglioli hanno proposto appello. Assolto un altro riberese Giuseppe Orlando, per non avere commesso il fatto, così come per Antonio Derelitto di Burgio e per i menfitani Michele e Giuseppe Barreca e Giacomo Corso. La Dda ha impugnato la sentenza anche per i due imprenditori, il menfitano Leonardo Tavormina e Michele Giambrone di Villafranca Sicula, accusati di favoreggiamento. Complessivamente sono stati 22 gli imputati a sciegliere il rito abbreviato. gli altri 20 vengono giudicati con il rito ordinario dal tribunale di Sciacca. L’operazione antimafia “Scacco matto” fu eseguita dai carabinieri il 4 luglio del 2008 e portò all’emissione di 33 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di presunti affiliati alle cosche mafiose perché accusati di aver pilotato appalti pubblici. L’operazione, oltre a ricostruire l’intero organigramma dell’associazione, permise di individuare decine di episodi estorsivi ai danni di imprenditori e commercianti della provincia e delineato il sistema dell’aggiudicazione illecita degli appalti. A distanza di alcuni mesi, poi, salì a 42 il numero degli indagati nell’ambito dell’inchiesta.