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No, non era una talpa al servizio dei Cosa nostra. Per questo, il Gup del Tribunale di Palermo, Luigi Petrucci, ha assolto il maresciallo dei carabinieri Carmine Antonio Melillo, 52 anni, accusato di favoreggiamento personale aggravato dall’avere agevolato l’associazione mafiosa e cioè aver rivelato l’esistenza di un’inchiesta antimafia sulle cosche di Sciacca ai boss. Melillo, che all’epoca dei fatti era in servizio alla Compagnia dei carabinieri di Sciacca, è stato accusato dal pentito di Sambuca di Sicilia, Calogero Rizzuto, che aveva detto di avere avuto una soffiata prima dell’operazione antimafia “Scacco Matto” scattata il 5 luglio del 2008. Il processo (dopo un iniziale annullamento per la genericità dei capi di imputazione) si è definito con il giudizio abbreviato. I Pm della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Emanuele Ravaglioli e Rita Fulantelli avevano chiesto la condanna a dieci mesi di reclusione.