Non sono bastate le rassicurazioni del Raggruppamento temporaneo di imprese che si occupa della raccolta dei rifiuti. Lo sciopero sarà continuato fino a mercoledì, 13 aprile, quando dovrebbe essere pagato il primo stipendio. Fino ad allora la spazzatura rimarrà sulle strade. La soluzione sembrava vicina questa mattina nel corso del primo incontro tra l’assemblea sindacale dei lavoratori e le imprese. La raccolta delle immondizie avrebbe dovuto riprendere oggi, dopo le garanzie date ieri dalle imprese. Ma così non è stato. L’11 aprile saranno trasmessi in banca i mandati in favore dell’Rti per un importo complessivo di due milioni. Ai lavoratori i pagamenti relativi agli stipendi di gennaio potranno essere corrisposti mercoledì. La Gesa trasmetterà in banca mandati in favore dell’Rti per un ulteriore importo di due milioni di euro; e ricevuta la somma le imprese provvederanno a corrispondere ai lavoratori entro lunedì 18 la mensilità di febbraio. Un’anticipazione del 50% di quella di marzo sarà concessa dall’Rti e pagata nei giorni successivi, entro il mese di aprile. La Gesa ritiene di infatti di potere reperire le ulteriori somme per il saldo della terza mensilità. Niente promesse, quindi, prima gli stipendi, ribadiscono i lavoratori, che evidentemente ripongono scarsa fiducia nella gestione della Gesa e nei sindaci dell’Ato. Per affrontare l’emergenza e arginare il rischio igienico-sanitario a questo punto potrebbe intervenire soltanto il prefetto Francesca Ferrandino. Ormai date le rassicurazioni ai lavoratori e venute meno le ragioni dello sciopero, potrebbe obbligarli al rientro in attività.