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Beauty party interattivo sul tema della femminilità

Oggi , 8 marzo 2011 alle ore 18:00 presso il Centro Musa, sito in viale Leonardo Sciascia ad Agrigento, è stato tenuto un beauty party interattivo sul tema della femminilità dal titolo Donna è meglio?!. L’iniziativa è nata dalla necessità di ampliare il senso della “festa delle donne” attraverso una rivisitazione del tradizionale beauty party che, essendo stato condotto secondo una metodologia di tipo psicodinamico si è trasformato in un incontro/confronto sulla promozione della femminilità. L’incontro è stato realizzato su iniziativa della Dottoressa Rosa Palermo, titolare del centro e co-conduttrice dell’incontro, perfezionata in medicina estetica e condotto dalla Dottoressa Maria Russo, Psicologo Clinico e Psicoterapeuta, accomunate dall’idea dell’esistenza di un’irrimandabile necessità di promuovere un benessere psicofisico della donna, che passi attraverso il contatto con la profondità dell’essere. Ribaltando l’attuale tendenza alla base dei beauty parties importati dai salotti americani, abbiamo proposto alle venti donne partecipanti una visione integrata e complessa della bellezza, una bellezza soggettivamente connotata, che sia espressione di uno stimolo consapevole a migliorarsi, a volersi bene, a prendersi cura di sé psicologicamente ed esteticamente, e non come riflesso di un’adesione acritica ad un canone di bellezza rigido ed omologante offerto dai massmedia. A partire da un brain storming sulla donna, sono state esplorate le rappresentazioni sociali della donna possedute dal gruppo in oggetto. Partendo dallo stimolo offerto da un vecchio articolo di Alberoni dal titolo Donna è meglio, in cui si sottolinea provocatoriamente una presunta superiorità delle donne rispetto agli uomini, abbiamo lanciato nel gruppo la seguente domanda stimolo: << per celebrare la festa delle donne bisogna farlo come farebbero gli uomini o possiamo trovare una maniera più femminile adeguata ad una tale ricorrenza? Sono davvero migliori le donne o sono semplicemente differenti? >>. Il gruppo, dopo essersi confrontato con le proprie risonanze interne in merito a questa tematica, si è flessibilizzato a favore della seconda opzione. Problematizzando gli interessanti interventi delle partecipanti è stato loro offerta una visione in cui il maschile ed il femminile potessero essere concepiti non solo come identità di genere, ma anche come controparte psichica di ambedue i sessi, consapevolmente ed eternamente impegnati verso una coniuctio oppositorum, la congiunzione degli opposti nell’accezione junghiana del termine, che dischiude la nascita di armoniche ed inedite parti di sé.

A partire da un approccio proprio della psicologia del profondo, abbiamo tentato di promuovere la capacità di attingere ad una fonte endogena di benessere, diffidando da quelle allettanti e sterilmente esogene. Queste affermazioni potrebbero stupire e apparire contrastanti con gli scopi del Centro Musa, invece proprio in questo sta l’innovazione dell’ incontro, facente parte di un programma più esteso. La sfida ambiziosa che abbiamo lanciato, è quella di prendersi cura delle donne a partire dalla loro anima, dall’interno, perchè solo dando voce all’insostenibile pesantezza dell’essere può essere pensato un abbellimento esteriore, un abbellimento che passi dalla presa in cura della propria interiorità. Inoltre, contrariamente a quanto si potrebbe pensare la medicina estetica promuove un individuo sano, armonico, che viva compiutamente la propria età e sappia riconoscersi ed accettarsi, che lavori con impegno per migliorarsi,stimarsi ed amarsi di più. Abbiamo, in sintesi, tentato di attivare, nonostante la brevità del tempo, un processo di riflessione più profonda, coniugando gli scopi propri della medicina estetica e della psicologia del “ben-essere”.