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Sono stati e continauno ad essere giorni difficili per il mondo scolastico. Adesso a mettere ancora più confusione sul rientro o meno degli studenti in classe c’è un’ordinanza del Tar Sicilia che ha accolto l’istanza cautelare presentata contro le ordinanze firmate dai sindaci di Palermo, Agrigento e Messina, che prevedevano la sospensione dal 13 al 16 gennaio delle attività didattiche in presenza.A presentare il ricorso era stato un comitato spontaneo di cittadini. La loro azione è scaturita dalla decisione dei Comuni di sospendere l’attività didattica in presenza nonostante la task force regionale sul tema si fosse pronunciata in favore del ritorno tra i banchi per il 13 gennaio. Il Tar ha evidenziato che la competenza appartiene allo Stato, trattandosi di “profilassi internazionale”. Il comune di Agrigento, al momento del pronunciamento del Tar era in zona gialla ma dopo alcune ore è arrivata l’ordinanza del presidente Musumeci che prevede da domani, 15 gennaio, il passaggio in zona arancione, dunque è probabile che nella città dei Templi la chiusura delle scuole in realtà possa tornare a essere applicata. La certezza è che attorno alla scuola continua a regnare il caos.

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