La Sea watch 4 è approdata , questa mattina, a Porto Empedocle con 129 persone fra le quali 47 minori non accompagnati. Si tratta di extracomunitari provenienti dalla Siria, dall’Eritrea, dall’Etiopia, dalla Guinea, dal Sudan, dal Gambia, dall’Egitto, dal Bangladesh e dal Camerun e recuperati nel corso di due diverse operazioni avvenute il 19 febbraio scorso. Prima Sea Watch ha caricato 121 migranti che si trovavano a bordo di un gommone sovraccarico nel Mediterraneo centrale, poco dopo un altro intervento è stato compiuto nei confronti di altri protagonisti dei viaggi della speranza che si trovavano dentro una piccola barca al largo della Libia. E così il team dell’equipaggio ha dato un annuncio tramite Twitter delle operazioni compiute via mare e, contestualmente, anche sulla necessità di avere un porto sicuro il prima possibile. Una settimana di appelli e poi la risposta del Viminale con il suo “ok”. Se in un primo momento era stato designato Trapani quale porto sicuro, in un secondo momento, a causa delle avverse condizioni meteo, è stato assegnato quello di Porto Empedocle. L’arrivo degli extracomunitari a Porto Empedocle, come al solito, è stato accompagnato dalle classiche procedure sanitarie per il rilevamento di possibili casi Covid e dalle operazioni di identificazione da parte della polizia. Dopo di ciò, il trasferimento sulle navi quarantena e per i minori non accompagnati l’accompagnamento nei centri di accoglienza.

Questo avviene a distanza di pochi giorni dallo sbarco della nave diocotti avvenuto lo scorso 23 febbraio ad Augusta. In quel contesto nella città siracusana erano arrivati 571 migranti, di cui oltre un centinaio risultati positivi al Covid e una salma. Poco prima un altro sbarco a Pozzallo con 247 migrati portati dalla Ocean Viking. Poi, giovedì pomeriggio a Lampedusa erano rrivati 45 migranti di origine tunisina. La Guardia di finanza li ha intercettati a bordo di un gommone alla deriva a circa 24 miglia dall’Isola. Dopo il primo triage sanitario sono stati trasferiti tutti all’hotspot dell’isola. Fra loro 2 donne e 3 minori.Due migranti ospiti nell’hotspot di Lampedusa, un sudanese e un somalo arrivati qualche giorno fa, sono stati trasferiti con l’elisoccorso del 118, all’ospedale Cervello di Palermo. Entrambi sono risultati essere affetti da tubercolosi.