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La Guardia di Finanza di Roma ha sequestrato una lussuosa imbarcazione di proprietà del nipote dell’ex presidente tunisino Ben Alì, ormeggiata nel porto dell’isola di Lampedusa. L’intervento delle Fiamme gialle romane scaturisce da una rogatoria internazionale, in forza della Convenzione stipulata nel 1967 fra l’Italia e lo stato magrebino, in base alla quale l’autorità giudiziaria tunisina ha chiesto ai magistrati italiani di individuare e sequestrare i possedimenti dell’ex capo dello Stato nordafricano e dei suoi familiari, in quanto beni ritenuti di proprietà del popolo tunisino. Il provvedimento di sequestro è stato emesso dalla Corte d’Appello di Roma, dopo complessi accertamenti patrimoniali svolti dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Capitale, che hanno consentito l’individuazione del natante, un Atlantique 43 lungo quattordici metri e del valore di circa un milione di euro, ormeggiato presso una banchina dell’isola di Lampedusa. Intanto sull’isola quattro immigrati tunisini, che da quasi tre settimane si trovano al centro d accoglienza di Lampedusa, nella tarda serata di ieri, per protesta, hanno ingoiato e si sono procurati tagli anche profondi con pezzi di vetro. Dopo essere stati medicati nel poliambulatorio di Lampedusa, i quattro migranti, che protestano contro il rimpatrio, sono stati trasferiti, in nave, all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. Le loro condizioni non sarebbero gravi ma sono ritenute, comunque, serie. Da qui la decisione di trasferirli in ospedale. È stata invece, trasferita in elisoccorso da Lampedusa all’ospedale ‘Cervellò di Palermo una immigrata in stato di gravidanza, sbarcata ieri sera a Lampedusa. Le sue condizioni hanno convinto i medici del poliambulatorio a trasferirla, in elisoccorso, in un centro specializzato. Tre tunisini sono stati sottoposti a fermo, dalla squadra mobile di Agrigento, perchè indiziati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I tre avrebbero guidato un barcone approdato negli scorsi giorni a Lampedusa. Al carcere Petrusa di Agrigento sono stati trasferiti, ieri sera, Akram Boudhel, 26 anni, Ahmed Abid, 54 anni, e Mustafà Ahmed di 33 anni. Sempre ieri sera, i poliziotti hanno arrestato, perchè destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla procura generale di Torino, il marocchino Kild Rizq, 31 anni.