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“E’ illegale e potrebbe contaminare le acque”. Con questa motivazione personale del Noe e della Guardia di Finanza ha eseguito, su mandato del Tribunale di Agrigento, un provvedimento di sequestro preventivo del sito della discarica di contrada Materana , a Siculiana, gestita dalla Catanzaro Costruzioni. L’impianto è stato consegnato a due amministratori giudiziari e adesso è chiuso ai conferimenti. L’indagine che ha portato al sequestro della discarica della Catanzaro costruzioni, e all’iscrizione di tre persone nel fascicolo degli indagati, ha avuto origine dalla raccolta e dall’ascolto di segnalazioni provenienti da privati, enti e istituzioni, pubbliche e private. Lo scorso anno, è stata eseguita una complessa attività di acquisizione documentale. Era stato anche affidato un incarico di consulenza tecnica al fine di verificare, tra le altre cose, la conformità degli impianti e delle relative autorizzazioni e concessioni, gli effetti che si fossero eventualmente determinati o che potessero determinarsi sull’ambiente. “La relazione tecnica che ne è emersa – ha ricostruito la Procura di Agrigento – ha consegnato un quadro preoccupante sotto i profili della regolarità amministrativa degli impianti, della loro effettiva conformità alla normativa tecnica che ne regola la gestione, quanto sul profilo dell’impatto sul territorio in cui la discarica insiste, con limiti di contaminazione regolarmente superati, con emissioni laterali di biogas provenienti dalle vasche post-operative, con l’emersione di indici di ‘potenziale contaminazione’ delle acque sotterranee, senza l’attivazione delle dovute procedure di rientro”. La discarica, che si occupa di un servizio di pubblica utilità, su indicazione del gip Provenzano, è stata consegnata a due amministratori giudiziari con l’incarico della gestione dell’impianto di discarica in sequestro. L’indagine della Procura prosegue anche con l’ausilio del nucleo di polizia economica tributaria della Guardia di finanza di Agrigento per accertare eventuali pregiudizi economici e danni erariali, derivanti dalla gestione. Gli indagati sono i gestori dell’impianto riconducibile all’ex presidente di Sicindustria Sicilia Giuseppe Catanzaro e ai suoi fratelli. Giuseppe Catanzaro che  da qualche mese non è più dirigente della “Catanzaro Costruzioni”. “Ho deciso di lasciare il mio ruolo di dirigente dell’azienda di famiglia – aveva reso noto Catanzaro- per agevolare la conoscenza dei fatti rispetto a quanto riferito da privati interessati alla commissione regionale d’inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia e riportato nella ‘Relazione conclusiva sul ciclo dei rifiuti nella Regione Sicilia’, approvata il 16 aprile scorso”. La ditta Catanzano Costruzioni conferma il sequestro e annuncia lo stop ai conferimenti. Da quando è entrato in vigore il regime della raccolta differenziata nei vari Comuni, nella discarica vengono conferiti i rifiuti indifferenziati delle discariche abusive.