fbpx

Un commerciante di Sciacca è stato raggiunto da una misura cautelare di divieto temporaneo di esercitare l’attività imprenditoriale nel settore oleario. Il provvedimento è stato emessa dal Gip del tribunale di Sciacca. I carabinieri del nucleo antifrodi di Parma e quelli della compagnia di Sciacca, coadiuvati dall’ufficio antifrode di La Spezia dell’agenzia delle dogane, hanno eseguito una perquisizione nel centro di produzione e stoccaggio di olio d’oliva, di proprietà del saccense. L’imprenditore è ritenuto responsabile di aver commesso i reati di frode aggravata nell’esercizio del commercio. In particolare è accusato d’aver prodotto e commercializzato ingenti quantitativi di olio d’oliva falsamente etichettato come olio extra vergine di oliva di origine italiana mentre in realtà si trattava di olio di oliva vergine di probabile provenienza tunisina. Dalle indagini svolte è emerso che l’indagato, con sistematicità, ha venduto un prodotto alimentare diverso da quello dichiarato commettendo frodi su ingenti quantitativi di olio oltre che all’estero, negli Usa e in Cina, anche nelle province di Genova, La Spezia e Bari. L’attività ha consentito di sottoporre a sequestro più 3 mila tonnellate di olio in prevalenza presente nello stabilimento agrigentino per un valore commerciale di almeno 10 milioni di euro.