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Con queste parole affida anche la giustizia terrena a Dio, la mamma di Antonella Alfano, al termine della cerimonia con cui sabato pomeriggio si è dato l’ultimo saluto alla giovane 34enne, trovata carbonizzata, all’interno della sua auto, una Fiat 600, lo scorso 5 febbraio. Una giustizia tardiva da arrivare, che attende esiti di esami ed indagini, di quello che inizialmente era sembrato un tragico incidente. Una vicenda, invece, dai tanti lati oscuri, su cui incombe un’indagine con l’ipotesi di reato di omicidio. Unico indagato, al momento, è il carabiniere Salvatore Rotolo, ex compagno di Antonella. La morte della giovane commessa, continua a destare molto sgomento ad Agrigento; una ragazza conosciuta in città, le cui qualità sono state ricordate nell’omelia di Padre Guaragna, parroco della Chiesa San Pio X dove si sono svolte le esequie. Tanta la commozione di parenti, amici e semplici conoscenti, che si sono voluti stringere alla famiglia, che sta vivendo momenti di dolore misti a rabbia.
Il dolore per la tragica perdita, per aver dovuto attendere più di un mese per poterle rivolgere l’ultimo saluto, per poter piangere su di una tomba. I funerali si sono svolti, infatti, solo dopo l’esito del riscontro con il Dna, che ha permesso l’identificazione della salma. Antonella Alfano, oltre ai familiari in lacrime, lascia una bimba piccola.