La sua posizione al centro del mediterraneo rende strategico il ruolo della Sicilia, coinvolta attivamente con le proprie basi militari nell’operazione contro la Libia.
Pantelleria, Birgi e Sigonella le basi rese disponibili agli alleati che ormai sono in piena allerta e da dove sono già partiti velivoli diretti in nordafrica.
Bocche cucite alla base di Sigonella da dove sono già decollati i sei F16 danesi presenti sulla pista.
La base di Sigonella, dove operano gli Atlantic, velivoli allo stato attuale con il compito di controllo dei flussi migratori dai paesi del Nordafrica verso il nostro Paese, ospita la Naval Air Station.
La base di Sigonella, che è una vera e propria cittadella autosufficiente, non è nuova a queste esperienze ma è stata la base di appoggio per gli Usa anche durante la guerra del Golfo con l’Iraq di Saddam Hussein nel febbraio del 1991.
Anche l’aeroporto militare di Trapani Birgi è in prima linea in questa operazione.
Qui è di stanza il 37/mo Stormo dell’Aeronautica militare e proprio da qui sono partiti ieri sera i Tornado per colpire la contraerea libica.
La base militare di Birgi si trova a ridosso dell’aeroporto civile che da questa mattina si presenta deserto.
E’ stata presa la decisione infatti di chiudere al traffico lo scalo; l’ultimo aereo è decollato questa mattina. Tutti gli altri, sia in partenza che in arrivo, saranno dirottati a Palermo.
Sicilia in prima linea con le proprio basi militari e per la vicinanza alla Libia in prima linea anche per possibili ritorsioni di Gheddafi.
In tanti ricordano i due missili libici che nel 1986 hanno quasi raggiunto le coste lampedusane.
Ma gli esperti assicurano che oggi questa è una prospettiva molto improbabile quasi impossibile.