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Si è difeso, respingendo le accuse, l’agrigentino Maurizio Camilleri, 35 anni, arrestato dalla polizia, perchè ritenuto responsabile di avere esploso alcuni colpi di pistola contro l’abitazione del vicino. Camilleri è finito in carcere a seguito dell’arrivo dell’esame dello “stub”, che avrebbe accertato tracce di polvere da sparo sulle sue mani. Ieri mattina nel corso dell’interrogatorio di garanzia, il giovane, assistito dai suoi avvocati, Angelo Farruggia e Annalisa Russello, ha risposto alle domande del Gip del Tribunale di Agrigento, Alberto Davico. Sulla presenza di quelle particelle di piombo rinvenute dopo il tampon kit, Camilleri ha spiegato, che sarebbero dovute alla sua attività di trattare ferro vecchio e metalli vari, e fra le altre cose ogni tanto maneggia dei proiettili che distrugge per venderli. La difesa ha annunciato che ricorrerà al Riesame, chiedendo subito una misura meno afflittiva. Il trentacinquenne pluripregiudicato è stato raggiunto due giorni fa da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmato dal Gip del Tribunale di Agrigento, su richiesta del sostituto procuratore Santo Fornasier. Maurizio Camilleri venne arrestato nell’ambito dell’operazione antimafia denominata “Ombra”.