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Esiste forse una gioia più grande della nascita di un figlio? Ed esiste forse un dispiacere maggiore del sapere che il proprio figlio deve lottare contro una malattia grave e debilitante? Sfortunatamente, molte famiglie nel mondo devono affrontare questa sfida. Alla ricerca di alleati e di soluzioni realizzabili, può capitare di accedere a un motore di ricerca e di digitare le parole “cordone ombelicale conservazione staminali”: si scopre così un mondo di successi e di continue scoperte scientifiche che accendono, nel cuore di madri e padri, nuove e solide speranze. Le stesse che si sono accese per una coppia di genitori in Urngheria: il loro figlio di due anni avrà la possibilità di guarire  dalla leucemia grazie alle cellule staminali provenienti dalla banca del cordone ombelicale di Sciacca. Dalla Banca del cordone ombelicale del presidio ospedaliero “Giovanni Paolo II” è infatti in partenza un prezioso carico fatto di cellule staminali provenienti da sangue cordonale che permetterà al piccolo di guarire. La sacca, donata da una mamma siciliana, raccolta e crioconservata a Sciacca, è stata immediatamente resa disponibile dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento sarà recapitata in Ungheria per procedere al trapianto delle staminali. “Quello custodito al ‘Giovanni Paolo II’ – afferma il commissario straordinario dell’ASP di Agrigento, Mario Zappia – è un vero e proprio ‘scrigno ematico’ che conserva le cellule staminali contenute nel sangue cordonale raccolto al momento del parto e che l’Azienda mette a disposizione della comunità medica internazionale”. La Banca cordonale di Sciacca oltre a raccogliere e custodire le donazioni solidaristiche del sangue cordonale, conserva anche le unità per uso dedicato, cioè quelle da destinare ad un membro della famiglia affetto da una patologia curabile con il trapianto di cellule staminali emopoietiche, oppure da utilizzare nel caso in cui, nell’ambito della stessa famiglia, vi sia un elevato rischio di malattie genetiche che potrebbero riguardare futuri figli. La struttura di Sciacca è dotata di un’area di stoccaggio con sei locali criobiologici per più di 500 metri quadrati di spazi freddi. Le sale ospitano contenitori criogenici di ultima generazione configurabili sia al funzionamento con azoto liquido sia con i vapori di azoto. Queste aree dispongono di sistemi di sicurezza funzionali al mantenimento dell’integrità a lungo termine delle cellule staminali.