Caro Ministro! Inizia così la lettera che il Sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, ha inviato al Guardasigilli, Angelino Alfano, chiedendo per suo tramite al Governo Nazionale, un contributo di solidarietà per la ripresa della città dei Templi.

Scrive al Ministro di Grazia e Giustizia, con il tono di chi invia una missiva ad un amico, quasi come per sfogarsi, ripercorrendo con lui la situazione economico finanziaria del comune sin dal momento del suo insediamento. Racconta, infatti, di una ben nota situazione debitoria trovata che, afferma, essere causata da una precedente politica intrisa di clientelismo e sperpero del pubblico denaro.

Per avere una vita amministrativa più serena, – scrive letteralmente il Primo Cittadino, – avrei potuto dichiarare il dissesto finanziario ed evitare le sofferenze annuali nella stesura del bilancio scaricando sugli agrigentini i costi della “malapolitica” con i conseguenti licenziamenti di parte del personale comunale e l’aumento dei tributi”. E passa così a sottolineare i piccoli provvedimenti intrapresi per evitare, a suo dire, il conseguente commissariamento, e tagliare le spese superflue, come l’atto di rinunciare all’auto blu, di ridurre le indennità agli amministratori e non procedere a nessuna nomina di esperti e consulenti che, continua Zambuto, avrebbero chiaramente comportato costi inutili.

E non dimentica di porre l’accento sui tanto contestati aspetti della pulizia cittadina, della sistemazione delle strade, del verde pubblico, delle scuole, degli impianti sportivi, in merito ai quali sinteticamente scrive: “Certo non avendo risorse non è facile assicurare tutti i servizi e garantire efficaci interventi”.

Ed è a questo punto che avanza la sua richiesta al Ministro di Grazia e Giustizia, di un impegno concreto del governo nazionale per concedere alla Città di Agrigento, un contributo di solidarietà per accelerare la ripresa della vita cittadina, così come è stato fatto per Roma, Palermo e Catania.

Sono certo che Ti attiverai con forte determinazione per concorrere come agrigentino e come ministro alla ripresa della Tua Città”, sono le ultime parole scritte dal Primo Cittadino della Città dei Templi, in questa chiara missiva di aiuto.